La commedia dopo la commedia

Cosa accade al comico dopo la commedia all’italiana?

Intanto la comicità risente della nuove dimensione televisiva. Ne scaturisce un comico dai tempi brevi, fatto prevalentemente di macchiette e di episodi. E soprattutto di derivazione televisiva.

In effetti i successi dei comici anni 80 sono tutti di comici giovano, fortemente regionalizzati, spesso provenienti dai palcoscenici televisivi. In particolare la trasmissione Rai Non stop).

Eccone qualche esempio di questa nuove comicità:

Il passaggio agli anni Ottanta segna insomma un passaggio nel cinema, nella cultura e nella comicità italiana, separata dalla politica e dalla critica sociale, e finalizzata alla pura sovversione linguistica.

E che ne è della comicità in televisione?

Ecco alcuni esempi tratti da Drive In (di Antonio Ricci)

E altri tratti da Indietro tutta, di Renzo Arbore

I soggetti della comunicazione

Questa è una lezione che si potrebbe fare in mille modi, e fatico sempre a scegliere quello giusto. Il primo punto essenziale è che quando parliamo della soggettività tocchiamo un punto cardine non soltanto dei communication studies, ma anche della filosofia, dell’antropologia e della sociologia. Quindi il materiale è spinoso.

Il manuale ricorda che quando parliamo dei soggetti della comunicazione

a) parliamo di soggettività diverse, ossia di un’alterità essenziale: la persona che parla con me non è me

b) parliamo di soggetti che intenzionalmente compiono atti comunicativi, e non che involontariamente compiono gesti che possono essere interpretati come tali

c) parliamo sia di individui che di collettività

d) parliamo sia di persone che di ruoli.

Qui vorrei soffermarmi soprattutto sulla questione dei ruoli, distinguendone due:

1. I ruoli sociali. Quando parlo con voi non sono Fausto Colombo, ma il Prof. Fausto Colombo, e questo significa che ho un ruolo nei vostri confronti che definisce in parte quello che dico e faccio. Ma i ruoli sociali possono essere sfumati: per esempio, come ci ricorda Goffman, quando interagiamo adottiamo dei comportamenti tesi a dare di noi un’idea precisa all’interlocutore. Lo stesso ci capita, per esempio, quando postiamo la foto del nostro profilo su Facebook, cui magari dedichiamo tanta attenzione. Per esempio, cerchiamo una certa posa invece di un’altra, il che implica un modo di porre la nostra soggettività…

2. I ruoi testuali. Tema complesso che non potremo sviscerare a fondo. Però possiamo cominciare riflettendo sulla interpretazione. Quali soggettività sono in atto quando recitiamo il testo di qualcuno, o cantiamo la canzone di un altro? Faccio un esempio che penso risulti molto chiaro: una canzone cantata da tre interpreti diversi, e che diventa nei quattro casi una canzone molto diversa:

Oppure, se volete un altro eccellente esempio, seguite queste due versioni di My Way:

Ma naturalmente siamo soltanto all’inizio del nostro discorso.

Quest’anno proverò ad affrontare la questione della soggettività in modo induttivo (ricordate la questione dei modelli non normativi?). E in particolare partirò dalla questione di come noi ci poniamo come soggetti, quando ci presentiamo, in situazioni diverse e con mezzi diversi.

Ma per il dettaglio dovrete cercare le slides sulla mia pagina docente.