La tv (e la radio) durante la rivoluzione

La ventata della contestazione dopo il boom porta anche la televisione alla sperimentazione dei linguaggi.

Succede in primo luogo nell’intrattenimento, dove Renzo Arbore immagina la presenza del pubblico giovanile in studio e lo scambio critico come parte dello spettacolo. E’ Speciale per voi:

 

Anche la comicità trova nella novità dei formati e dei personaggi un registro per il proprio successo:

E lo stesso vale per l’infotainment, come nel caso della trasmissione Odeon:

Cambia persino il varietà, come si evince da questa carrellata di sigle:

… e si capisce anche quando la stagione finisce e ne comincia un’altra:

Da ultima la radio, che comincia con la piccola rivoluzione di Arbore e Boncompagni e finisce con le radio libere.

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Tre periodi dei media repubblicani

Con questa lezione cominciamo a parlare del quarto volume da portare all’esame: I media alla sfida della democrazia.

E cominciamo dal saggio introduttivo, che articola il periodo in tre sottoperiodi:

a) ricostruzione e normalizzazione repubblicana

b) boom economico e trasformazioni politiche e sociali

c) crisi e contestazione.

Ripercorrendo le tre fasi incontreremo ancora episodi e personaggi già affrontati ne Il Paese leggero e La cultura sottile, e cercheremo di inserirli in un contesto più vasto e completo.

Per ora cominciamo da un tratto saliente di queste fasi: l’innovazione.

Innovazione tecnologica, prima di tutto (fra i media basta ricordare la televisione, il mangiadischi, le radioline portatili), ma anche in ogni altro campo della cultura: teatro, fumetto, cinema.

Cominciamo dal teatro e dalle sue innovazioni continue:

Teatro:

Mentre il teatro popolare riprende i temi del varietà (che poi verà ereditato dalla prima televisione

Il teatro d’autore e di regia compie diverse svolte importanti: