Le relazioni fra media e politica e il caso catalano

A lezione abbiamo detto che i rapporti fra media e politica sono di quattro tipi:

  • la politica struttura i media
  • i media come strumento di comunicazione politica
  • i media raccontano la politica
  • i media sono o diventano attori politici.

Abbiamo anche cominciato a formulare qualche esempio. Di scorcio, ho toccato l’esempio dei fatti di Barcellona, relativi al referendum per l’indipendenza catalana.

Proprio ieri il Re di Spagna ha tenuto un importante discorso televisivo, prendendo posizione sul tema:

https://politica.elpais.com/politica/2017/10/03/actualidad/1507058161_929296.html

E’ un buon esempio della seconda occorrenza, e può essere preso sia come una manifestazione istituzionale, sia come l’espressione di un punto di vista prettamente politico. Come tale è stato discusso infatti dai commentatori, anche all’interno dei partiti.

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Media e politica: ambiti e definizioni del corso

Per cominciare: questo NON è un corso di comunicazione politica. Ce n’è già un altro – peraltro tenuto da un brillante collega – nella nostra facoltà. Questo corso non indaga affatto il modo per comunicare in politica, ma piuttosto la dimensione politica dei media.

Qui noi non affronteremo però il tema in generale;   ne studieremo piuttosto una dimensione molto locale e particolare: il rapporto fra media e democrazia oggi, per quanto esso è in discussione. Partiremo infatti dal presupposto che un grande cambiamento sta attraversando entrambi i mondi, e che quindi la domanda vada posta con una certa urgenza.

Però per affrontare un tema del genere dobbiamo dotarci di una adeguata cassetta degli attrezzi. Dovremo avere insomma degli strumenti che ci consentano di porre la domanda in modo corretto. Uno di questi strumenti è l’occhio storico.

Ecco appunto alcuni esempi di comunicazione politica, appartenenti a periodi molto diversi, che mettono i media in questione:

La ripresa di comizi:

Una Tribuna politica d’altri tempi:

Il famoso discorso televisivo del ’94, chiamato della “discesa in campo” di Silvio Berlusconi:

Infine, una sintesi di un discorso di Matteo Renzi alla Leopolda:

Ciascuno di questi esempi merita un approfondimento, naturalmente, ma non è questo – a mio parere – il punto centrale della questione.

E’ evidente che dobbiamo sistematizzare il nostro quadro di riferimento. Abbiamo bisogno insomma di un quadro di articolazione generale che ci consenta da un lato di cogliere l’unità del problema, dall’altro di individuarne le varianti.

E’ quello che tentiamo di fare in queste prime lezioni.

I rapporti fra media e politica sono di quattro tipi:

  • la politica struttura i media
  • i media come strumento di comunicazione politica
  • i media raccontano la politica
  • i media sono o diventano attori politici.

Vediamoli uno per uno.

La politica struttura i media: ossia ne detta le regole, relative all’organizzazione o ai contenuti. Naturalmente le cose cambiano se stiamo parlando di totalitarismi o di democrazie, perché i primi orientano sia le regole che i contenuti, mentre le seconde soltanto le regole (anche se queste hanno un’incidenza sul fare politica e possono avvantaggiare questo o quel soggetto politico, ma questa è un’altra storia).

I media come strumento di comunicazione: in questo caso i soggetti politici e/o istituzionali usano i media come arena per la discussione, la propaganda e così via. Qui l’impatto del singolo medium può essere importante, perché ciascuno di essi ha le sue regole, il suo linguaggio e così via, il che vale dal manifesto al volantino, fino al web 2.0 e ai suoi strumenti.

 

Buon inizio

Buongiorno a tutti, e buon inizio. Per molti di voi oggi questa è la prima lezione universitaria. Vi faccio i miei migliori auguri per tre anni interessanti, fruttuosi e partecipati.

Ed eccoci a noi. Vi farò prima di tutto qualche raccomandazione.

Primo: cercate di frequentare, per quanto potete. Non solo fisicamente, ma anche con la testa, la curiosità, le domande. E’ importante. Spero lo capirete da soli. Qui di solito dico qualcosa sul mio metodo di insegnamento. Si chiama “Wax on, wax off”, ossia “dài la cera, togli la cera”. Ne parleremo di persona a lezione.

Per chi non riconoscesse la citazione, ecco qua un bigino:

Ci saranno momenti, lo so, in cui vi sembrerà frustrante. Ma sappiate che vorrei arrivare qui:

Secondo punto. Vi chiederò non soltanto di seguire e di prendere appunti, ma anche di leggere libri. So che a molti di voi sembrerà un inutile tigna, ma i libri sono importanti. Il fatto che abbiamo altri strumenti magnifici a disposizione non li fa passare di moda. Provate a guardarli come amici, piuttosto che come avversari irriducibili. Provate magari a guardarli così, se vi va:

Ed eccoci ai contenuti.

Il nostro corso (quando dico nostro intendo alla lettera, non è plurale maiestatis: il corso funziona se è fatto collaborando tutti insieme) si occupa di comunicazione e di media.

So che può sembrare banale, ma ci tengo molto a quella “e”. Non a caso il corso stesso è diviso in due parti: nella prima studiamo gli elementi della comunicazione personale e di quella che chiameremo “comunicazione mediata” (tra cui la comunicazione attraverso i media, che, come vedremo, NON è l’unica forma di comunicazione mediata). Durante il secondo semestre guarderemo invece alla storia dei media (italiani) per cogliere il loro funzionamento, e capire quali funzioni svolgono i media in una società.

Quest’anno lavoreremo molto sulle forme della comunicazione: conversazione, narrazione, comunicazione in presenza e a distanza, testuale e a flusso eccetera. Per fare questo presenteremo gli elementi della comunicazione, ricorrendo a una serie di esempi che saranno tratti da occasioni sociali, esperienze quotidiane, canzoni, film, programmi televisivi.

Siete invitati a postare nei commenti esempi che ritenete interessanti, o che semplicemente vi hanno incuriosito. Potremo parlarne insieme, se ne avremo l’occasione.